.
Annunci online

  orecchia [ cacofonico e cerumeo ]
 
Diario
 


Ne avevo, voglia.
Cacofonico, pettegolo, scorretto e pure cerumeo.
Aggiungiamoci pure quel tocco azzurro tenue da sfigato e il gioco è fatto.
No assicurazioni su durata, complessità, impegno e porcoddue.

Invogliansi perditempo.

-------------

Image, col cazzo.

page hit counter


9 gennaio 2008

Inga la Tenia

Altera a dispetto del proprio aspetto, Inga la Tenia s'apposta nel di mio corpetto e si mangia quant'io introietto.
Dimagrisco, nevvero, e come vantaggio non mi pare malignamente foriero, ma si vuol mettere che tono dà avere una Tenia proprio proprio là?




permalink | inviato da orecchia il 9/1/2008 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


15 giugno 2007

L'orecchia non approva il cannocchial-arlecchino. Mi vengono gli attacchi epilettici.

Non ci si può fare i cazzi propri per qualche mese che qualcuno entra in casa tua e te la ribalta come cazzo gli pare.

Ma che cazzo è questo cannocchiale color arlecchino, tutto lustrini e paillettes, cazzo?!

Manco il vecchio carattere m'hanno salvato, 'sti sciacalli, cazzo. Tanto per ribadire, cazzo.




permalink | inviato da orecchia il 15/6/2007 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


16 marzo 2007

Le puttane in giacca e cravatta cambiano (?)

Nel mondo dei mostri le puttane in giacca e cravatta, tra teste tagliate e ricavi alimentati, consigli prezzolati e sottoposti vessati, ogni tanto pensano di mutare.
In quanto tale, anch'io, soggetto in questi momenti a dilemma di pensiero e di vita, di fronte all'orecchia mi chiedo: rinuncio al vile nonchè straordinario nonchè very high growth salary rate marchio della fascinosa e straordinaria azienda a cui offro i miei neuroni, sudori, bestemmie e bonifico in entrata su conto corrente (mio), in cambio di qualche lira in più e di una vita meno subumana in un contesto aziendale di prossima rivoluzione?
Insomma, mollo brand ed orgoglio e tassi di crescita-salariali-a-due-cifre-ogni-anno e mi accaparro stabilità-vita-vivibile e la possibilità di pianificare una settimana di ferie quando minchia mi pare?
Dilemmi da pezzenti che non si confanno al mio super-io, è pur vero, ma vuoi mettere poter di nuovo tornare a dedicarsi alle biondine sciacquettine?!




permalink | inviato da il 16/3/2007 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


1 dicembre 2006

Puttane in giacca e cravatta

Nel mondo dei mostri i coltelli volano bassi, arrivano da dietro e non costano neppure trenta denari.

Nel mondo dei mostri i capi, davanti ai loro capi, scaricano le colpe sui sottoposti, con precisione e pavidità chirurgica.

Delazione su fatti non commessi, o magari voci di voci, oppure semplicemente una bella e facile auto-assicurazione comprensiva di discarica di miasmi, fumi e fango, a tonnellate, sul primo malcapitato che passi per strada, che guarda caso è il più giovane, o il più debole o indifeso.

Convenzione ormai acquisita, anche dai malcapitati, dove orgoglio e dignità sono parole in lingue morte e sepolte.

Per qualche dollaro in più.




permalink | inviato da il 1/12/2006 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


22 novembre 2006

Chi di sfiga, chi di morte

Di sciacquette manco più l’ombra, non mi tira più l’uccello e passo 18 ore al giorno con gente di cui non me ne frega un cazzo, anzi, che magari spero pure crepi.
Vedo questi ricchi arrampicatori sociali, tutti uguali, pavoni egocentrici sbruffoni ed eternamente, straordinariamente, tremendamente, buffescamente insicuri. Taglio teste, faccio numeri, sviluppo ricavi. Tutto su carta, che si sa che conta più l’idea dell’azione.
Consulente coprofago, esattamente come tutti gli altri. Nerd di trent’anni da sei mila euro al mese più benefit più auto più troie, che però non scopi perchè non hai tempo, e se hai tempo non ti tira l’uccello perchè ti cadono i capelli, diventi giallo in faccia e cieco come una talpa. Bulimico o tossico, di cibo, adrenalina o chissà che. Triplo cellulare, palmare, portatile e blocco di appunti sempre in mano. Agenda, agende e slide. Cravatta di Hermes, che fa standing. Orologio Patek Philippe, che fa standing. E faccia da figlio di troia, che fa standing pure quella.
Incontri con diggì e poi addì e poi pomì.
Voi siete degli sfigati. E io sono morto.




permalink | inviato da il 22/11/2006 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


19 luglio 2006

Morti che camminano - chi le vede più le biondine sciacquette

Sono nato, sono morto, mi sono auto-sepolto ed ora inizio a scrollarmi la terra di dosso, chissà che riemerga.

Lavoro per una società di consulenza di quelle da far tremare i polsi, tagli di costi, teste che saltano, ricavi che veleggiano, risposte giuste che fioccano. E soldi, non pochi.
Ristrutturiamo, consultiamo, magnifichiamo, seghiamo, ma soprattutto crepiamo.
Trentacinque ore in due giorni, dicesi 8 del mattino 2 di notte. Se fossimo in Francia potrei starmene a casa per gli altri 5 giorni.
Macchè, oggi si ricomincia.
Cento ore in una settimana. La mia venticinquesima ora.

Muoiano il soldo e tutti i consulenti.
Viscidi maiali.




permalink | inviato da il 19/7/2006 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


4 aprile 2006

Coglioni e politica

Bé, in effetti a me sembrate proprio dei coglioni.
Non ne avete, ma lo siete.




permalink | inviato da il 4/4/2006 alle 18:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


4 aprile 2006

Dichiarazioni di voto Politiche 2006, l'orecchia sul carro...

Io voterò il Caimano.




permalink | inviato da il 4/4/2006 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


4 aprile 2006

Bruttona strabicona, chissenefrega se intelligentona

Le brutte schifo, mi fanno.
E in realtà non mi piacciono neanche le secche, i manici di scopa o le voci stridule. Sono un obbrobrio anche le chiattone, quelle col culone e le strabicone.
Mi ripugnano le brufolate e le acnate. Ci aggiungo anche polpacci grossi, nasute e di capelli untute.
Ecco, la selezione del genere la terminiamo qua: se ci aggiungessimo pure l'intelligenza, come discriminante - mezzo assai poco importante - quante femminucce ci giocheremmo in un sol boccone?




permalink | inviato da il 4/4/2006 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


31 gennaio 2006

Forse di sesso malato, sicuramente infoiato

Cercasi moretta, età variabile, fisico non a pera, per conoscenze reciprocamente bibliche.
Astenersi biondine sciacquettine e culone barcone.
Scrivere a indirizzo email a lato indicato.




permalink | inviato da il 31/1/2006 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


9 gennaio 2006

Tremate, tremate gli ufficessi sono tornati

Curioso come un adolescente alle prese con le prime seghe, speranzoso come un settantenne in turismo sessuale tailandese, meticoloso come e più di un'escort che si giochi la paga grazie alla propria alla causa dedizione - seduzione -, riprendo oggi - dopo addirittura due mesi di assenza dalla pratica dell'ufficesso - il mio amato hobby, così prodigo nell'eiaculazione, quanto fiero nella, del piacere, concessione.
Dimentico delle ambite piastrelle, desueto all'annuso del del cesso tipico puzzo, la mia storia e il mio passato mi travolgono - inebriandomi - con tutte quelle morettine, mesciatine, chiattoncine, che io, in quell'ufficesso, proprio in quell'ufficesso, io ho battezzato.




permalink | inviato da il 9/1/2006 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


9 gennaio 2006

Un rimorchio chiamato Poland

T. come tremebondo come tremendo come tartufo, Miss T. chiamasi Titti. Nome ambiguo, eppure volgarmente evocativo, non poteva di certo mancare, nel mio curriculum vaginae, un richiamo, riferimento o forse solamente accenno ad un rimorchio di nome Titti. Conosciuta venerdì sera in una squallida pizzeria scelta apposta per la vena trash, Titti è una polacca un pò chiattoncella, capelli non propriamente lucidi e vestiti anni '80. Stivali in simil plastica neri, volgarotta non più di una valligiana calata in città, di lavoro credo faccia la badante, o forse la signora della pulizie, o magari la pompinara ad ore.
Seduti in tavoli adiacenti, tra fugaci scambi di sorrisi e occhi fissati l'uno sull'altra, ho salutato la mia chiassosa compagnia presentandomi al Titti-tavolo, chiedendole - la sua amica, più di stile e più ben tenuta non m'attizzava per niente - se volesse venire a bere qualcosa a casa mia.
Lei - scuotendo l'abbondante seno a forza racchiuso in un twin set grigio e dozzinale - in uno stentato italiano mi ha sorriso uno squillante "sì". Se fossi io un assassino seriale, o lei un'impenitente sadica non importava a nessuno dei due. Credo fosse semplicemente la voglia contemporanea di una scopata quasi senza nome, senza regole di sorta.
Dopo qualche sesso insieme - spontaneamente animalesco, guidato solo dal gusto di dare e ricevere piacere - le ho pagato il taxi per il ritorno a casa.




permalink | inviato da il 9/1/2006 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


12 dicembre 2005

Quel liberty della Bologna accanto

Ingabbiato dalla moretta niente male e solleticato da ravioli, lasagne e bolliti vari, ho vissuto un weekend all'insegna del cibarsi, curiosarsi e dormirsi addosso. Guest stars: la morettina niente male e la cittadella (Bologna) altrettanto niente male, che mi ha generosamente ospitato.
Bed and Breakfast di pura qualità ai piedi delle torri bologgnnesi, liberty meglio di Viareggio e verace quanto e più di un tortello, quel salone ampio e stuccato, quelle vetrate decò da cui si dominava - attico super-attico - la grassa tutta, facevano perfetta pandane col carattere della padroncina di casa, donnina cinquantenne tutto-tranne-che moderata, iper-cinetica, decisamente spanata. Minutina e gobbina, neri-grigi e sparati capelli, anti-motor-showisti ferraristi sfigatisti (e come darle torto, d'altronde, in mezzo a quelle gabbie fieristico-popolari che io manco sapevo ci fossero, in quegli emiliani giorni), una parola per tutti - "avete visto quegli animali che ho ospitato stanotte, dico, li avete visti?" - lei, scomposta adulatrice - "ma come sei bello, orecchia caro" proferiva - per ospitare tutti 'sti ospiti si è acquattata a dormire sul divano, in una scena miseramente raccapricciante, eppure così cinicamente divertente.
Ma quella vecchia viveur bolognese, sessantottina fino al midollo, con figlia da sola cresciuta eppure improvvisamente - guarda caso - scappata, che ai più così complicata - oltre che alcolizzata - poteva sembrare, rispecchiava la propria semplice bolognesità in uno straordinario particolare della casa: i rubinetti - color oro - di lavandino e bidé, che la scritta cold ce l'avevano alla mano sinistra invece che alla solita e rassicurante mano destra, non sputavano acqua fredda. Perché? Perché cold in fondo non suona poi così diversamente da cald.O!




permalink | inviato da il 12/12/2005 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


5 dicembre 2005

Tra arrosti saporiti e incartapecorita, nonché tritata, carne in umido

Convinto assertore dell'arrosto come pacificatore psico-sociale e del salice salentino 2000 riserva come estasi suprema che è propria dell'idillio dell'ammore, ieri sera ho accettato un invito a cena da parte di una moretta niente male, cuoca suprema e brillante conversatrice.
Accalappiato come un doberman a cui si offre un bel bocconcino di carne al sangue, pingue come un saziato pinguino, dopo la di rito grappetta digestiva, non potevo che accettare il caloroso invito a fermarmi dalla moretta. Camera  bella e spaziosa, in piena notte ho fatto la conoscenza della di lei vicina di casa. Una conoscenza un pò particolare, dato che, per la verità, più che vicina di casa, è una vecchiaccia novantenne che abita al piano di sopra.
La poveretta, ahilei, completamente rincretinita, alterna piagnuolii degni di neonati a urla nevrotiche contro le due badanti rumene che cercano di calmarla, ogni notte, almeno così mi ha riferito la moretta niente male.
Stanotte però, più che da calmare, c'era da chiamare. L'ambulanza. Più o meno verso le quattro, dopo un tonfo da finimondo, udito in diretta pure al piano di sotto. La vecchiaccia, poveraccia, è planata, da ripieno e inerte sacco di patate, con un volo diretto letto-pavimento, chissà cosa spaccandosi.
Però che ossa. E che urla. Che donna.




permalink | inviato da il 5/12/2005 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


25 novembre 2005

Omomondo - dalla teoria alla prassi

Straordinaria fonte di rimorchio nel patinato immaginario collettivo, l'aeroporto non mi ha mai granché fornito sessual-spunti.
Mai scopate nei cessi dell'aereo, mai hostess rimorchiate nelle poche orette di volo, mai passeggere carucce acquattate a fianco a me che, una risata tira l'altra, si siano concesse, magari sotto un sedile o dietro la tendina prepara-buffet.
Mai fino a ieri sera quando, in ripartenza verso l'adottiva città, scambiando due paroline con un giovin e distinto signore, me lo sono ritrovato addosso per tutto il viaggetto, peggio di una furba zecca attaccatasi alla caviglia andando per funghi.
Che rimorchiassi i gay lo sapevo. Che la situazione fosse addirittura così drammatica, non lo ritenevo possibile.
Egocentrico e vanitoso, tuttavia, non potevo esimermi dal farlo parlare e chiedere e adorare e prostrare, dimostrandomi affabile e parolaio, di spirito e viveur.
Fino alla fine, quando, chiedendomi se fossi voluto passare a casa sua, ho gentilmente declinato l'offerta spiegandogli che dovevo tornare - seppur a malincuore - dal mio amato compagno di vita.




permalink | inviato da il 25/11/2005 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


23 novembre 2005

Omomondo tutto vostro

Stanco ed inconoscibile, giungo al cospetto dell’ufficesso lo specchio, rimembrando ancor i tempi perduti di serate trascorse a gozzovigliar, tra paperelle da impallinare e sciacquette da giocare.
Gonfio nel lavorativ’orgoglio, nelle stellette appuntate e nelle sequenze post-fordiste di quindici di fila ore, ma – ultimamente - povero di signorinelle sotto braccio, fessamente fissando la lampadina, protuberanza che freud chissà come avrebbe interpretato, mi giunge alla mente spicciola considerazione su quanto in realtà io conquisti i maschietti del mio stesso sesso. Sarà per i miei atteggiamenti effeminati, la sensibilità e l’acume – nondimeno - fuori dall’ordinario, il rifiuto del barbaro cameratismo, i capelli sgarruffati, le dita affusolate, che non riescono però a tradire la mia necessaria, vitale e totale eterosessualità, rappresentata dall'amore viscerale nei confronti delle adorat'e sciacquette biondine.
Che io, nell'omomondo, non ho proprio mai incontrato.




permalink | inviato da il 23/11/2005 alle 17:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


11 novembre 2005

Stilosissime signorinelle e cozze in sequenza

Piacere tra i più puri, anelito perpetuo e d'esaltazione fonte è le carte sparigliar, capovolger la realtà e in contropiede attaccar.
Iersera, il pur-piacere, il perpetu-anelito e la font-esaltazione li ho assaporati interagendo con una della doppia amica signorinella.
Lei, tiratissima truccatissima e stilosissima, a chiedermi di prepararle gentilmente un piattino di stuzzichini che potessero essere adatti alla di lei personalità.
Io a porgerle, tra cocktail di gamberi, fettine di salmone e tranci di tonno, un bel piattone zeppo di mortazza e pecorino puzzone.
Lei a guardarmi imbarazzata e un pò innervosita.
Io a replicare che è così che io la vedo.
Lei, manco a tirarmi un ceffone o d'altro canto a farsi una risata, rimanere nel limbo del chi, colta nell'orgoglio, non sa che pesci-cozze pigliar.




permalink | inviato da il 11/11/2005 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


11 novembre 2005

Registi polacchi anni '70, amici marpioni e signorinelle raccattate per caso

Pantaloni marroni, camicia quadri bianchi e in pandane, maglione tinta unita, giacca di velluto e sciarpona di lana grezza, ieri sera con gli occhialini ovoidal-rettangolari ero un regista polacco anni '70.
E come tale - o quasi, tolto il polacco e tolti gli anni '70 - mi sono spacciato, uscendo per un aperitivo con il mio amico marpione M.
Nel locale caruccetto l'amico marpione ha subito accalappiato - con una facilità invidiabile - una biondina altina col nasone, tanto che dalla concitazione con cui parlavano credevo fosse amica di una vita.
Snob, cinico e presuntuoso senza pari, mi è bastato citare qualche tecnica registica, donare qualche recensione in anteprima, citare qualche televisione straniera e fare il senza limiti sostenuto perché le signorinelle - la nasona nappona e la di lei doppia amica al seguito, loro sì interessanti - vincessero la diffidenza iniziale.
Scaricate dopo una mezzoretta - da bravi sciupafemmine -, non prima che l'amico marpione provvedesse al rituale scambio-cel con la nasona, più debole delle tre,  nonché grimaldello per rimorchiare le altre due, il divertimento della serata si è completato sentendole confessare al marpione, che sì, all'inizio non ci credevano, ma poi si capiva che ero persona importante e sveglia, ma mioddio, quanto lo davo a vedere. E quanto stronzo, soprattutto.
Perchè in fondo basta poco. Tipo, sprezzante e annoiato, rifiutare di dire il mio nome alle tre disgraziate. Per sentire - gaudentemente - annodare il loro stomaco dalla curiosità e dal senso di debolezza per avere ricevuto rifiuti così fastidiosi.




permalink | inviato da il 11/11/2005 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


10 novembre 2005

Quarantenni morettine oppure tutte mesciatine

Le quarantenni mi attizzano.
Morette, fisico carino ma imperfetto, culetto che si appiattisce ma che fa intravedere quanto potesse essere intrigante fino a qualche anno prima.
Magari un pò stanche della quotidianità, in cerca di stimoli e diversità.
Oppure biondine tiratissime, ovviamente mesciatine, di quelle che l'età non deve passare mai, di quelle che la pancetta è pacco di satana - altro che dono di dio -, di quelle che se un maschietto un pò più giovane ti punta, mioddio, il letto è assicurato. Salvo poi pentirsi perchè tra mariti, figli e suoceri non si sa mai che la coscienza non ne soffra troppo.
Ecco, da stasera si punterà alle morette quarantenni, quelle che, pur accettando la clessidra e i granelli di sabbia e ciccia, una botta in giro se la concedono pure.
Le tiratissime biondine ovviamente mesciatine prendano il numerino. Come dal macellaio.




permalink | inviato da il 10/11/2005 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


10 novembre 2005

Riccetta stronzetta e amato ufficesso

Di fronte ai miei occhi, questa morettina riccetta con i capelli da pazza mi intriga. Pelle perlata, corporatura minuta, appena si alza dalla sedia per fare chissà cosa mostra un bel sedere, conditio sine qua non per godere della mia stima.
Seno piccolo e delicato, ogni tanto le dono un sorriso mentre lei - forse in fase di arredamento della nuova casa - si fa i cavoli suoi al telefono ordinando materassi de qqua e doghe de llà.
Voce decisa e tono stronzo-cinico, la riccetta-morettina si accarezza i capelli con ricercato e ormai inconscio atteggiamento, mentre i suoi occhialini semi-squadrati le cadono un pò sul naso, non all'insù né particolarmente sottile.
Eppure assolutamente di personalità, con quei capelli continuamente e marinettianamente in movimento.
Che sarò costretto, per il mio buon nome, a battezzare nell'amato ufficesso.




permalink | inviato da il 10/11/2005 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa


3 novembre 2005

Il triangolo sì. A se(s)nso unico.

Scopare la pulzella del tuo migliore amico fornisce sempre una bella botta d’adrenalina.
Già mi successe qualche anno fa, quando in preda a - finti - fumi d'alcol, deliberatamente ci provai con una femminuccia senza né carne né pesce che non mi piaceva granché  ma che, guarda caso, era la signorinella che il mio amichetto del cuore si scopava al momento.
Fu una botta un pò sciapita, e d'altronde bastava vederla in faccia per capire che non poteva essere diversamente. Però ci provai per noia e per temerarietà, e in fondo l'amichetto del cuore non la prese neppure troppo male, apparte il fatto che lasciò all'istante la puttanella e non mi salutò per più di due mesi.
Stavolta è stato diverso. In viaggio di lavoro nella città della ragazza del mio nuovo amichetto, ne ho approfittato - su sua di lui proposta - dell'occasione per una cenetta - con lei - intima.
Forse anche troppo intima, dato che dopo la seconda bottiglia di Nobile di Montepulciano la signorinella ha ceduto alle mie arrapate grinfie.
Morale: scopata discreta, storia d'ammore tra i due - amichetto e fidanzata - finita e storia d'amicizia tra i due - amichetto e amichetto - interrotta. Fino a data da destinarsi. Come dire cornuto e mazziato, dopo che lui ha organizzato l'incontro per noi.
Motivo della mia scopata? Non pervenuto. Se non la voglia di provarci, così a caso.




permalink | inviato da il 3/11/2005 alle 16:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


27 ottobre 2005

Ormonal-disperazione: dell'agenda il frugar

Travolto da questo sporco lavoro - che qualcuno e bla bla bla -, dimentico - negli ultimi quindici del sol sorger e calar - di user e password del sesso (mein gott), mi appropinquo a codesto strumento - così sbarbato eppur vissuto - acciocché esso mi accompagni verso l'improvvisa riscoperta d'ormonal'istinti e beceri pensieri, tipo quello di scoparsi qualunque secca scopa di saggina mi passi sotto i denti, io, rottweiler adocchiante uno zingaro, un ebreo o un sospettato dissidente come agli inconoscibili - sia lodato iddio, e pure i miei giudaici antenati - tempi del mono-palla ometto dai ridicoli baffetti.
E io - disperato da cotant'assenza - rispolverò vecchi e scopateschi numeri, di ex di una settimana o dai capelli blu e viola.
Ché la scopata s'ha da fare.




permalink | inviato da il 27/10/2005 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


21 ottobre 2005

Biondina-timidina carrozza di zucc(hin)a

Per quanto il consolatorio ufficesso quasi non basti più. Per quanto mi sia ritirato in un post-fordist-eremitaggio e non veda né sciacquette né morette da più di una - estremamente dilatata - settimana. Sebbene abbia chiuso or ora l'ultimo documento di una giornata lavorativa infinita. E nonostante domani nulla cambi, dopodomani nulla cambi e così a seguire per l'eternità - l'immortal orecchia -, stamattina in ufficio ho adocchiato una biondina.
Non biondina sciacquettina - che manco per sbaglio l'avrei guardata -, bensì biondina timidina. Fattispecie femminile appartenente alla più ampia categoria delle meshatine biondine, la biondina di stamattina - timorata di Dio, del prossimo e pure dei peluche, probabilmente - tiene sempre gli occhietti bassi. Sola come un cane, non per antipatia ma per-pura-paura, la timidina-biondina per qualche istante alza lo sguardo, per poi calarlo giù d'improvviso, non appena sente altrui occhi - sia pure solo uno, magari di un suo collega strabico - poggiarsi sul di lei corpo.
Stamattina mi sono immaginato mentre io - principe del lavoro e angelo del rimorchio  - mi avvicinavo  a lei - sempre più mogia pur caruccia, sempre più ultima ruota del carro del mondo, sempre più lavapiatti in quelle cucine di ristoranti anni '50 - e la restituivo alla vita, con una dichiarazione d'amore tale, che da sfigata impaurita si sarebbe trasformata in una biondina-timidina-principessina.
Magari avrei pure approfittato dell'occasione per invitarla all'ufficesso, in modo da consumare immediatamente l'improvvis-amor.




permalink | inviato da il 21/10/2005 alle 2:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa


18 ottobre 2005

Cerebro-disperate e culetti sprecati

La decerebrata che ultimamente mi ritrovo tra i piedi - o meglio, ad altezza orecchia, da quanto il tono stridulo della sua voce risulta alto - ha decisamente un bel culo.
Bassetta ma non troppo, ha un culetto tornito e sodo che svetta su due gambette sottili, per cui quando la vedo camminare davanti a me non posso che concentrare sguardi e cervello sull'unico pensiero possibile.
Purtroppo la decerebrata - oltre ad essere tale - è una biondina di quelle sciacquette che sbraitano - simpatiche a tutti i costi - facendosi i complimenti da sola, inanellando espressioni da ritardata alle elementari, starnutendo ad alta voce apposta per poi chiosare a se stessa - onanista auto-referenziale senza stile alcuno - un fragoroso "salute".
Tra le altre cose che alimentano in me il sentimento del disprezzo, annoterei pure - tra dita tozze e unghie poco curate - una faccia semi-butterata.
Come se non bastasse, definitivo colpo di grazia, la cerebro-disperata "gode" della contemporanea assenza - raro ma vero, in questo mondo di cessetti e sciacquette - di femminilità o di androginia. Per dipingere - senza possibilità di risalita - una vita esistenzialmente drammatica.




permalink | inviato da il 18/10/2005 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


17 ottobre 2005

Frustrata grigio-cessetto e il moderno-maschilista

Se non sono di potere o intriganti o mie parenti o mie amiche, io le donne cessetto non le saluto.
Assolutamente inutili, riversano la propria frustrazione - amplificata e messa a nudo dalla mia indifferenza - sugli sguardi che mi lanciano addosso, così carichi d'odio che la volta successiva non posso di certo esimermi dal ricercare nuovamente quell'eccitante sensazione generatrice di cattiveria.
Il cessetto grigio che stamattina in ascensore non ho degnato neppure di uno sguardo la vedo ogni mattina da aprile. Ogni mattina i suoi occhi addosso a me. Ogni mattina, il cessetto, a chiedersi se sì, chissà se stavolta la saluterò.
E ogni mattina, dopo i soliti cinque piani ascensorizzati, e dopo i soliti passi calpestati, e dopo le solite porte aperte, e dopo ogni istante d'attesa, e dopo e dopo e dopo, la poveretta grigio-cessetto non ci crede, no, non ancora, ai suoi occhi. Niente saluti con la voce, niente cenni col capo, niente di niente. Il mio sguardo fisso davanti a me, lei trasparente.
E mentre lei si crogiola - dolente - sul grado di maschilismo nel post-fordismo moderno, io mi godo - tutto intero - il suo senso di profonda frustrazione da anonimato. Definitivo.




permalink | inviato da il 17/10/2005 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa


14 ottobre 2005

Schiavo di mistress - Donna Capa Tutt'Amata

Mentre la mia amata Capa Empatico-Commerciale mi subissa di smielose telefonate e adorabili richieste, io - schiavo di ogni mistress che si rispetti - mi dono a lei totalmente.
Promettendole il mio Sacrifizio per il suo Ricco Futuro, negandomi la Libertà per sentire le sue sadiche e adorabili Urla ai sottoposti imbecilli, regalandole il mio illustre cervello perché possa aggiungere genio al genio.
Per il sesso - all'ufficesso - ci stiamo attrezzando.




permalink | inviato da il 14/10/2005 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (90) | Versione per la stampa


12 ottobre 2005

Blogger illetterati e decerebrati - perle ai porci

Dovreste vergognarvi, decerebrati caproni ignoranti che non siete altro.
Qui si sforna musica e poesia, una nota musical-letteraria dopo l'altra.
E voi, poveri disgraziati, non cogliete - con i vostri scarsi e puerili commenti - l'essenza ritmica, letteraria ed ontologica della parola, strumento di eccitazione e piacere sessuale, molto più di quelle sciacquette biondine, morette-morettine e ricce-rossine che intasano l'illetterato mondo cui coerentemente appartenete.




permalink | inviato da il 12/10/2005 alle 16:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa


12 ottobre 2005

Masturb-recherche, l'epifania dell'ufficesso

Assonnato e imbolsito dal cibario-pranzifero, ingolfato da cotanta mortazza, esaurito da una mozzarella né arte né parte, mi rifugio nell'unico luogo deputato alla catarsi.
Catarsi prima esteriore, poi interiore, poi ancora esteriore, in un ciclico quanto imprescindibile processo di causa-effetto.
E l'ufficesso mi riappare, in tutto il suo grigio splendore, dozzinalmente rigato, esteticamente anni '70, odorosamente viziato. Favorendo, in questa amabile epifania, la consueta masturbazione.




permalink | inviato da il 12/10/2005 alle 15:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


12 ottobre 2005

La rivolta degli schiavi - la secca scopa di saggina

La secca - braccio destro di uno dei capi dell'azienda che stiamo rivoltando come un calzino - sembra uscita da uno di quei telefilm americani fine anni '70. Capelli e orecchie alla Spock di Star Trek, veste - informi camicioni lunghi e grigi - e si muove - passi lenti, incedere rallentato e parole al risparmio - quasi da astronauta. Le manca giusto giusto il cibarsi con sbobba liofilizzata, anche se i pavesini con cui fa - puntualmente alle 10.05 di ogni mattina - merenda non vi si discostano poi tanto.
Sessualità emanata pari a quella di un manico di scopa di saggina, la secca è la salariata imboscata par excellence. Sempre impegnatissima - così dichiara -, svicola con abilità invidiabile - sicuramente consolidata negli anni - qualsiasi lavoretto le si poggi sulla scrivania, dove svetta la foto della sua bambina - tutta sua madre - faccia semper mesta ed acuta come quella di una talpa.
Da tre giorni i di lei sottoposti stanno pianificando - senza che la secca se ne sia ancora accorta - la rivolta degli schiavi, stufi di soffrire le pene del lavoro e del padrone mentre Spock scrocca il telefono aziendale per salutare parenti e amici vicini e lontani. Salvo poi lamentarsi, la secca, quando è costretta ad impugnare una penna in mano. Perchè lei solo sa quanto faticosa sia la vita di un responsabile di poveri disperati che lavorano al posto suo.




permalink | inviato da il 12/10/2005 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


11 ottobre 2005

La schiava filippina

La filippina che m'aiuta in casa - leggasi, che pulisce - è un tappo tarchiato su cui svettano un bel paio di baffetti neri, che in effetti ne diminuiscono - proporzionalmente alla pancia di cui è dotata - la sua residua e quasi cinquantennale quota di femminilità.
Nonostante sia a dir poco orrenda è una donna di estremo carattere. E di conseguenza di fascino.
La schiava - come affettuosamente la chiamo - ha un figlio di 13 anni - di cui con materno orgoglio racconta abbia già il 43 di piede nonostante sia un tappetto di 1.63 - avuto da un brasiliano che dopo un mese dalla gravidanza l'ha scaricata alla bell'e meglio.
Nonostante la situazione ad alta potenzialità "caso umano", la schiava - invece che piagnersi addosso - ha iniziato a lavorare peggio che in miniera - testa bassa, schiena piegata e guanti alle mani - riuscendo pure a comprarsi una casa - e ce credo, lavorando 9 to 21 from monday to sunday.
Pettegola come una formichiere in cerca di formiche, la filippina mette il naso ovunque, mi fruga nei cassetti e ride della mini-lavastoviglie in casa, sfottendola come fosse quella di una barbie.
Però pulisce il pavimento con la lingua, lava i vetri con i suoi vestiti e quando vede un insetto girare per casa apre la bocca per accoglierlo dentro di sé.
Attaccamento al lavoro - anche al costo della subumana dignità - che un calvinista stakanovista come me non può che adorare, sopra ogni cosa.




permalink | inviato da il 11/10/2005 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

sfoglia     giugno       
 

 rubriche

Diario
onanismo
pratiche
idee

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

leporello
leporello
leporello
leporello

paraquat
paraquat
paraquat
paraquat

stinco (de santo)
stinco (de santo)
stinco (de santo)
stinco (de santo)

Blog letto 71311 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom