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9 gennaio 2008
Inga la Tenia
Altera a dispetto del proprio aspetto, Inga la Tenia s'apposta nel di mio corpetto e si mangia quant'io introietto. Dimagrisco, nevvero, e come vantaggio non mi pare malignamente foriero, ma si vuol mettere che tono dà avere una Tenia proprio proprio là?
| inviato da orecchia il 9/1/2008 alle 17:29 | |
15 giugno 2007
L'orecchia non approva il cannocchial-arlecchino. Mi vengono gli attacchi epilettici.
Non ci si
può fare i cazzi propri per qualche mese che qualcuno entra in casa tua e te la
ribalta come cazzo gli pare.
Ma che cazzo è questo cannocchiale color arlecchino, tutto lustrini e
paillettes, cazzo?!
Manco il vecchio carattere m'hanno salvato, 'sti sciacalli, cazzo. Tanto per
ribadire, cazzo.
| inviato da orecchia il 15/6/2007 alle 17:48 | |
16 marzo 2007
Le puttane in giacca e cravatta cambiano (?)
Nel mondo dei mostri le puttane in giacca e cravatta, tra teste tagliate e ricavi alimentati, consigli prezzolati e sottoposti vessati, ogni tanto pensano di mutare. In quanto tale, anch'io, soggetto in questi momenti a dilemma di pensiero e di vita, di fronte all'orecchia mi chiedo: rinuncio al vile nonchè straordinario nonchè very high growth salary rate marchio della fascinosa e straordinaria azienda a cui offro i miei neuroni, sudori, bestemmie e bonifico in entrata su conto corrente (mio), in cambio di qualche lira in più e di una vita meno subumana in un contesto aziendale di prossima rivoluzione? Insomma, mollo brand ed orgoglio e tassi di crescita-salariali-a-due-cifre-ogni-anno e mi accaparro stabilità-vita-vivibile e la possibilità di pianificare una settimana di ferie quando minchia mi pare? Dilemmi da pezzenti che non si confanno al mio super-io, è pur vero, ma vuoi mettere poter di nuovo tornare a dedicarsi alle biondine sciacquettine?!
| inviato da il 16/3/2007 alle 13:40 | |
1 dicembre 2006
Puttane in giacca e cravatta
Nel mondo dei mostri i coltelli volano bassi, arrivano da dietro e non costano neppure trenta denari.
Nel mondo dei mostri i capi, davanti ai loro capi, scaricano le colpe sui sottoposti, con precisione e pavidità chirurgica.
Delazione su fatti non commessi, o magari voci di voci, oppure semplicemente una bella e facile auto-assicurazione comprensiva di discarica di miasmi, fumi e fango, a tonnellate, sul primo malcapitato che passi per strada, che guarda caso è il più giovane, o il più debole o indifeso.
Convenzione ormai acquisita, anche dai malcapitati, dove orgoglio e dignità sono parole in lingue morte e sepolte.
Per qualche dollaro in più.
| inviato da il 1/12/2006 alle 13:34 | |
22 novembre 2006
Chi di sfiga, chi di morte
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